Colgo l’input di Guido Cupani alla traduzione pochi giorni fa postata dell’Inno all’amore di San Paolo, tratto dalla Lettera ai Corinzi 12,31 – 13,13.
Tento anch’io di tradurlo in poesia.
E lo dedico, come il precedente, a una donna che ho amato.
L’immagine è di Joseph Mallord William Turner, da http://blog.libero.it/cameraConVista/6742277.html
E che sia visione d’una vita
più alta.
Se anche avessi le parole
degli uomini, o dei cieli
ma non avessi questo amore
sarei solamente un bronzo
senza arte,
un cembalo, inerte.
Se anche potessi avere
la conoscenza del futuro
o il significato delle cose
o se anche avessi fede, se l’avessi,
senza amore sarei nulla
come sono.
E se anche mi spogliassi
e mi lasciassi alla mercè
d’un destino che arroventa
senza amore sarei nulla
e avrei nulla.
L’amore quando esiste è buono,
non ha invidie, egoismi,
non si gonfia come rana
che poi esplode, non cerca,
non ha rabbia.
Dimentica ogni male, ogni colpa,
e ti protegge come un nido
di madre.
L’amore è un abbraccio che
tutto ti contiene
umano, e ti spera
senza mai finire.
Tutto al mondo è vanità, tutte
le cose svaniranno e l’uomo
è solo una notte allo specchio
confuso.
Ma l’amore resta alle stagioni.
