Et que ce lac pensif au fond du paysage
Me redit seulement votre sérénité
Marguerite Yourcenar
Ho girato proprio ad est della tua pelle,
appena dopo i platani degli occhi,
tu mi avevi detto gira
che ci arrivi, e senza tanto domandarmi
ho ubbidito.
Ma credo d’essermi confuso, il senso
dell’orientamento non è cosa da toccare
con le mani, ci si perde facilmente
tra gli angoli dei fianchi
e le stradine buie delle ginocchia.
I lampioni non funzionano, come sempre
quando si deve andare da qualche parte.
Ti ho anche chiamata e non hai risposto
al numero che mi avevi dato
per dirti che tardavo – qualche minuto
che chiedo informazioni
alla prima costola che incontro.
Un ottimismo un po’ banalotto, lo so,
che è non affatto facile ritrovarsi
all’indirizzo bianco dei tuoi seni.
Non si capisce dove abiti, non hai messo
il tuo nome nel campanello
– forse non vuoi essere trovata? –.
Così alla fine mi sono perso
percorrendo per lungo il viale
che portava alla tua pelle
senza arrivare alle tue labbra.
Mi sono perso, e ha cominciato a piovere,
e la strada era tutta una pozzanghera.
L’immagine di copertina, così come la citazione di Marguerite Yourcenar, è tratta da X-POEMS: qui

ma che Bellezza!
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Alessandro, complimenti!
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straordinari smarrimenti
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domanda: la posso ripostare da me tra qualche giorno?
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Va bene, grazie
Alessandro
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