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che dicevi parole ardite ed eri
così dolce a baciare
Umberto Saba
E quando te ne andavi in bagno
– nei tuoi piccoli diaframmi quotidiani –
e io ti chiedevo puntualmente
posso venire con te a guardare
mentre fai la pipì?
Tu dall’altra parte della porta
ma me lo chiedi ogni volta, no!
Quasi fosse un rito da aspettarsi.
Dicono non si possa possedere
veramente un corpo, come non si può
percorrere una sera, senza cadere. Dicono
che ora tu sei felice e mano nella mano
vai a fare la spesa. Un po’
di verdura, qualche affettato, un vino
rosso, i soldi nella borsa, un abbraccio.
Sono gli angoli ciò che contano
nella vita. Siano essi il corpo, il tuo
dietro le ginocchia o appena sotto il collo,
o il giorno, quando la mattina ti pettinavi
i capelli accanto al letto e
te ne cadeva uno
a fare un angolo di me, muto.
E quando te ne andavi in bagno
e io aspettavo dall’altra parte della porta
con la voglia di spiarti
ma me ne mancava il coraggio.
Era la distanza di una vita da una vita,
la cartilagine che ci separa
oggi, come ieri,
da una luce lasciata accesa la mattina.
Alzare l’ asticella senza che l’ atleta
Se ne accorga. Bellissime
L’ angolo
E
Quando te..
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“mi mancano le tue dita dei piedi”, un’osservazione di un’intimità e dolcezza incommensurabile. Tra versi sempre di livello altissimo.
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Grazie Fernando, e grazie Sandro, ma credo (Sandro) che tu faccia riferimento a una poesia de “Il colore dell’acqua” – anche se poi il soggetto è sempre il/la medesima
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meravigliosa!
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Chapeau!
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La quotidianità intensamente osservata che riprende la tradizione di Saba e Bertolucci con gli occhi disincantati della nostra epoca.
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